giovedì 31 dicembre 2015

IL CLASSICO: “DORIAN GRAY” recensione di Daniele Giordano

Tempo fa c'è capitato di assistere a un classico di Oscar Wilde: Il ritratto di Dorian Gray. Gli affezionati conoscono la storia legata al ritratto. Tante le compagnie teatrali cimentate in questa commedia, alcune con scarso successo, almeno per il momento non è questo il punto. In questo commento, è rilevare non solo la maestria del regista ma di tutta la compagnia, riuscendo a soddisfare l’esigenza dello spettatore, pur senza entrare ancora nel merito della bravura degli attori. Iniziamo partendo dall’allestimento della scenografia. Benchè lo spazio sia minimo a disposizione, diventa arduo mettere in scena un'opera teatrale di tale spessore. Nonostante ciò, il direttore artistico è riuscito far stare tutti i quadri che compongono l’opera in una ridotta dimensione come quella del Lombroso 16, dell'omonima via in Torino. Sembra assurdo parlare di questo, poichè le piccole cose fanno la distinzione, evidenziando la professionalità dell’allestitore! Entrando invece nel merito degli attori, campeggia la competenza artistica di Marina Di Paola (cura anche adattamento al testo insieme al regista), riesce a “infastidire brillantemente” con la cinica figura di Dorian Gray, il ruolo è stato apprezzabile. Che dire delle qualità di attore riuscendo a dare la giusta sensibilità alla figura di Basil Hallwort, perfettamente interpretato da Massimo Saracino. Con loro si affaccia una figura nota in ambito teatrale, quella di Massimo Chionetti, riveste i panni di Lord Herry Watton, ruolo non facile, la sua preparazione artistica gli rende giustizia. Due nuove entrate si fondono nella compagnia. Abbiamo Marta Grosso e Chiara Primiani, rispettivamente Sybil Vane e Signora Vane. Non ultimo Riccardo Micca, senza avere benché un minimo d’incertezza, gli tocchi il difficile compito del prosatore, la sua abilità oratoria, ha fatto in modo che la narrazione non distogliesse o annoiasse mai il pubblico per tutto il tempo del componimento teatrale. Tutto questo… non avrebbe luogo e senso… se non ci fossero le due compagnie “legate da qualche tempo”, quali Thealtro e L’Opera Rinata – CambiaMenti Teatro, entrambe continuano con successo il loro percorso artistico, all’occasione si ”fondono” creando spettacoli di rilievo come in questo caso. Guardando l’insieme della realtà, il merito si deve riconoscere chi per certi versi “tiene  le redini” di tutto questo. Lui, l’uomo dei CambiaMenti Teatro: attore, autore e regista Valter Carignano, in questa pièce lo troviamo nei panni di Isaacs. La sua bravura, è tale che con disinvoltura egli passa dalle Opere e Romanze alle sue Giallocomiche nei racconti del commissario Pautasso, sino a offrire un capolavoro come Dorian Gray, proponendo drammaturgie sempre ricercate. Le due compagnie, hanno dimostrato nelle loro interpretazioni, di saper dare ciò che lo spettatore si aspetta, suscitando innovazioni da parte loro!


Torino (Italia), martedì 29 dicembre 2015 

martedì 29 dicembre 2015

UN “CAVAGNA SENZA DON” recensione di Daniele Giordano

Potrebbe sembrare il sequel di Highlander… e poi ne rimase solo uno! Su di lui, i titoli dei quotidiani rincarano la dose proprio perché ultimo tra i nomi di rilievo come i capiscuola: Macario, Campanini e Ferrero, tanto per citare alcuni che han fatto grande il teatro recitando le commedie in piemontese. Ora è rimasto solo lui. Se non si è capito, stiamo parlando di Giorgio Molino, ultimo baluardo della commedia dialettale in piemontese.
La sua carriera inizia al teatro Carignano in un lontano 1945 con < Bimbi alla ribalta > e, senza elencare tutti i titoli…portati in palcoscenico, di strada né ha percorso da allora. Se i prosceni potessero parlare… si sentirebbe un eco di ovazione nei suoi confronti. In quest'ultimo periodo ha dovuto assentarsi per un’intera stagione dal suo amato pubblico sia per il genere, altrettanto per stima a Molino, ora come nuovo, pronto a celebrare i suoi settant’anni di carriera tra loro, portando uno spettacolo nel bellissimo teatro, San Giuseppe (via Andrea Doria 18 Torino), proprio durante le feste natalizie. Non stanco della polvere teatrale “assaporata” sui molteplici palchi, incrollabile continua il suo cammino, tant’è che da poco ha fatto rinascere dalle ceneri di un dopolavoro aziendale di una nota casa di pneumatici un luogo culturale, con tanto di teatro, perché tanta è la sua passione. La dinamicità che sprigiona, si trova in ogni suo spettacolo, come ad esempio l’ultimo lavoro “Quel Cavagna senza Don” curandone stesura e regia, dove troviamo il Cavagna tra i pensionanti di un ospizio… una farsa tipica della commedia piemontese. A fare da corollario di questo “gerontocomio” troviamo nei rispettivi ruoli, interpreti come Giulio Liberati, Alessandra Botticelli, Gioachin, Margherita Amateis, Ugo De Los Rios, con Daniele Villari, Luisella Aghem, Eliana Ferrero e poi ancora Gabriele Gerardi, Roberto Chiarelli, Lucia Colla e Giacomino Bardina. Lo spettacolo si apre tra le classiche note della canzone Amapola (e altre), con grande perizia suonata tutte dal vivo dal Maestro Alberto Vindrola. Su “Quel Cavagna senza Don” il pubblico è preparato, ma quello che non sa ancora, è cosa ha scritto su di lui Giorgio Molino in merito a questa nuova commedia, sta a voi scoprirlo andando a vederla… Si replica sino al 6 gennaio, mentre la notte di Capodanno oltre i soliti festeggiamenti ci sarà una sorpresa in più dalle ore 00,30 con uno spettacolo in aggiunta.

Torino (Italia), lunedì 28 dicembre 2015  



martedì 24 novembre 2015

L’OCCASIONE, FINE DELLA TRILOGIA recensione di Daniele Giordano

Marco Cavallaro attore teatrale, l’abbiamo visto in situazioni recitative diverse (alcune anche troppo bizzarre), questo ci ha permesso di formulare opinioni. I brusii benevoli mormorati in sala a fine recita si sprecano. Ognuno dice la propria. Assistendo agli spettacoli, volgendo lo sguardo sul pubblico, notiamo un “velo trasparente” una parte con il desiderio compiaciuto, l’altra un leggero diniego. Due sfaccettature della stessa medaglia! E’ sempre lui, qualsiasi “abito scenico” indossa, è questo che “l’altra parte” dovrebbe intendere, cambia solo la circostanza. Come ad esempio quello presentato al teatro Gioiello in Torino dal titolo “L’Occasione” con esso, termina la sua trilogia sull’amore. Un monologo cui il Cavallaro è particolarmente legato, questo soliloquio è stato  portato in scena in tutta la penisola, narra di una storia commovente, dimostrato dall’afflusso del pubblico. In questa interpretazione, troviamo l’artista alle prese del solito bivio: rifugiarsi andando nella sua solitudine casa o passare qualche ora in un bar a bere qualcosa distraendo i suoi pensieri. Questo perché è stato lasciato dal suo grande amore circa due anni or sono… per lui è solo ieri! E’ qui la commedia prende vita, in un groviglio di reminescenze, pensieri che attanagliano la mente col suo tarlo, senza darsi pace e, senza alcuna spiegazione logica data allo spettatore, distraendolo su qualsiasi risultato… sino alla fine del dilemma! Non desideriamo togliere il gusto finale allo spettatore su questo toccante spettacolo e, forse qualcuno del pubblico potrebbe riconoscersi nelle vesti di Cavallaro!
Come sempre ed è inutile evidenziare, Marco Cavallaro su qualsiasi palco salga che sia semplice gag o esibizione seria, sa perfettamente rispettare tempi e pause senza “bruciarle” come spesso accade altrove, questo a lui non succede. L’attore dal suo profondo, ama esibirsi in monologhi, interagire se capita con i presenti. Le recite espresse, vestono bene la sua figura pur muovendosi teatralmente in circostanze diverse. La sua entrata è disinvolta, oseremmo azzardare con padronanza scenica che solo un interprete con notevole esperienza saprebbe fare.

Torino (Italia), martedì 24 novembre 2015

QUEST'AVVISO E’ SEMPRE ATTIVO ANCHE SE NON VIENE ABITUALMENTE SCRITTO SULLE PUBBLICAZIONI.
La riproduzione degli articoli presenti sulle pagine di questo blog è consentita esclusivamente citando la fonte, l’autore e il link. Altresì informa che questo blog non rappresenta un prodotto editoriale in base alla legge n° 62 del 07/03/2001, giacché è aggiornato senza alcuna periodicità. Le eventuali foto o filmati presenti sul Blog, sono inviate dai rispettivi autori o chi per lui, assumendosi la propria responsabilità, qualora queste violino i diritti o ledono l’autore, l’immagine e/o altro, saranno rimosse dal curatore della pagina in seguito a comunicazione da parte degli interessati, escludendo in modo incondizionato e categorico qualsiasi azione legale sia all’autore sia al blog stesso!
Di conseguenza, l’opinione personale espressa su ogni notizia pubblicata, è basata in conformità all’argomento trattato, senza necessariamente essere obbligati a scrivere o diffondere la mia opinione su cosa ho visto o letto. Per questo motivo si precisa che questo blog, non può considerarsi un prodotto editoriale, bensì pensieri da condividere. A cura dell’autore del blog.
Copyright 1990 – Fragment (consider revising). Daniele Giordano/ lonevolfilm@gmail.com All Rights Reserved.





lunedì 23 novembre 2015

MIA MOGLIE PARLA STRANO recensione di Daniele Giordano



Moglie e Buoi dei paesi tuoi, una volta dicevano così! I tempi, come le mode cambiano, le persone si sono globalizzate, non sussiste più quel detto citato. I punti cardinali sono solo riferimenti… ma non per l’amore, esso non ha confini. Questo capita in scena con Alfredo Collina (regia di Corrado Accordino) e Barbara Bertato. Un lombardo sposato con una donna del sud, sin da tempi remoti è il classico di sempre: l’incomprensione del linguaggio. Così si presenta sul palco la commedia “Mia moglie parla strano”portato da Monza sino al Teatro San Paolo di Rivoli (TO). I due attori fanno parte della compagnia “La danza immobile” che li vede protagonisti in una commedia brillante, ricca di trovate spassose a dir poco farsesche da coinvolgere lo spettatore dopo la prima manciata di minuti in scena. Una compagnia nuova per il circuito, tutta da scoprire, noi l’abbiamo fatto col pubblico del teatro, grazie all’intuizione di Campotheatro. La commedia, coglie problemi quotidiani, si parla dei conflitti coniugali (suocera compresa), accenna il tema omosessuale non proprio facile da esporre, adozione a distanza e quant’altro ma evidenziati con una sensibilità che li contraddistingue, trasportandoli in uno spettacolo intelligente, fatto di mimiche e battute proprio come titola la rappresentazione, portandone il dovuto rispetto, lasciando uno spazio per il suo inatteso finale. Una compagnia da tenere presente qualora si ripresenti l’occasione.

Torino (Italia), sabato 21 novembre 2015



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martedì 17 novembre 2015

GRAN CONSIGLIO recensione di Daniele Giordano

Chi approda al Molo di Lilith… deve obbligatoriamente possedere “la tessera Arci” per accedere! Questo non è un problema per chi si avventura al 7 di via Cigliano in Torino. Varcata la soglia, trovi un pregevole cortile ben tenuto, poco ammirato in questo periodo considerato il clima invernale a differenza di come sarà gradito nei mesi successivi ma ora, preso in ostaggio solo dai fumoir. Una graziosa e sorridente persona di nome Claudia, nell’accoglierti, potrà risolvere l’impedimento regolandoti con l’associazione fornendoti la tessera, oltre a farti sentire a tuo agio. Entrando, sembra uno di quei locali marinari, tra nasse, gomene e reti appese, qua e là troviamo sparsi manichini vestiti con abiti di scena, quasi per aumentarne il numero già cospicuo degli abituali frequentatori… oppure messi a guardia…questo non è da sapere! Tra un’apertura di porta e l’altra, fuoriesce dalla cucina un odore che sa di buono, invitante. Sono i manicaretti genuini che la simpatica Marta abitualmente prepara ogni giorno, con prezzi popolarissimi e accessibili considerato il clima che si respira… aiuta entrambe le parti. Al banco troviamo Max, insieme alle citate signore, sono parte della compagnia “L’Interezza non è il mio forte” propone con minuziosa capacità la mescita e spiegazioni sulle birre artigianali, in attesa di presentare sul palco l’ospite di turno. Salendo sul palco, piace introdurre le consuetudini fondamentali della casa, su cosa potresti trovare sempre sia nel bere sia nel mangiare, soprattutto quello che non troverai mai per scelta e a ragion di causa! Lo spettacolo introdotto, è stato nominato per il Performance Award al Fringe Festival di Praga 2015 in lingua del luogo, ottenendo consensi. A Torino invece, per il suo debutto, è recitato in italiano. Si tratta di un monologo di e con Tom Corradini che dopo aver lasciato i panni dei Supereroi, si cimenta in un testo di elevato spessore storico, facendo rivivere “da protagonista” la giornata del 24 luglio 1943 a Roma, rivestendo i panni del Duce. Il Gran Consiglio del Fascismo quel giorno, dopo gli insuccessi dell’esercito italiano da lui causati, si riunisce per discutere la rimozione di BENITO MUSSOLINI. In attesa del verdetto, egli si ritira nel suo studio di Palazzo Venezia. Durante quell’ora di solitudine, la mente rievoca questo formidabile viaggio, su come il destino abbia giocato un ruolo importante per lui, da povere e umili origini, portarlo a essere il capo Supremo d’Italia. Il Corradini, con scrupolosa ricerca sia negli abiti sia nel dialogo durante il suo soliloquio, esibisce la qualità di attore con padronanza scenica, anche se a nostro avviso è ancora un “lavoro in corso” cioè da smussare non tanto nel dialogo che con sagacia perizia ottiene l’attenzione del pubblico, bensì sulla postura dell’individuo rappresentato, per il resto non sono mancati i commenti favorevoli, apprezzandone il lavoro svolto dall’artista.

Torino (Italia), lunedì 16 novembre 2015



martedì 10 novembre 2015

FANTASTICA CHIUSURA recensione di Daniele Giordano

Il rituale della polemica si ripete ogni qualvolta che due eventi aprono i cancelli nello stesso periodo. Una pagina sta a un francobollo come un foglio di protocollo aperto sta a niente! Strano che al posto dei numeri ci siano parole, senza vederle pubblicate! Sono esempi di alcuni spazi delle pubblicazioni apparse sui nostri quotidiani che hanno scritto di Paratissima per par-conditio, tanto per citare… non con la stessa estensione e invadenza giornaliera che si è avuto per altre manifestazioni. Stiamo descrivendo le proporzioni degli articoli apparsi su certuni giornali scrivendo dell’evento di Paratissima a Torino Esposizione (4 – 8 novembre 2015) a differenza di altra importante manifestazione. Sicuramente gli organizzatori saranno stati ugualmente contenti, pur accettando la diffidenza di quelli che non l’hanno citata neppure di striscio. Questo non per polemizzare, anzi è nostra intenzione tenerci a dovuta distanza su questo perché. Il nostro compito è riportare documentando i fatti, dopo aver seguito lo svolgere e assistito a questa manifestazione “dal basso” su cosa ha esposto, sul numero delle affluenze, la parte musicale, il fashion con le sue ricercate sfilate di moda dando opportunità a stilisti emergenti di farsi notare. A dire il vero su questa Paratissima, continuiamo a notare i troppi espositori (pittori/quadri), avremmo preferito vedere giovani architetti o progettisti d’interni con le loro creatività. A discolpa, il luogo offre al visitatore tante visioni che comprende la parola "arte", c’era solo l’imbarazzo della scelta compresa la parte musicale, come sempre è piacevole da ascoltare per spezzare le lunghe ore tra il vedere e assistere. Il pubblico, non sempre ha gradito, non a torto, il susseguirsi di certi musicisti, anche sé nell’insieme del trambusto ci può stare, senza colpevolizzare. Dopotutto, lo spazio è talmente ampio che “girato l’angolo” non si sentiva più il frastuono, trovandoti di fronte altre forme da incuriosirti. A questo punto tralasciamo gli stand dicendo che alcune novità stanno avanzando (vedi il 3 D) e comunque ogni artista, ha portato un suo apporto piacevole o meno a Paratissima, cercando col suo spazio la propria vetrina. E su questo, come potremmo tralasciare lo spazio del fashion senza descriverne la bellezza e le stravaganze degli stilisti emergenti. Non intendiamo farne un reportage sulla moda che ha il suo percorso in altri ambiti. Gli stilisti presentati, hanno dato il meglio delle loro creazioni, al pubblico valutarne la bellezza. Tra questi è doveroso citarne alcuni: Dana Design, Lella Matta, Roberto Novarese, senza offesa per gli altri. Una novità data proprio al termine, farà piacere sapere. Si sta cercando di riportare in città quello che fu di Torino: La Città della Moda. Questo grandioso evento… “esploderà” con Torino Fashion Week, è ancora presto per parlare, ci torneremo senz’altro su quest'argomento, sappiate però che il countdown è già iniziato… Torniamo a Paratissima. Dalle stime dichiarate a fine di serata, da Torino Esposizione sono passati circa diecimila visitatori durante la giornata, gli organizzatori hanno in programma una Paratissima a Milano tra breve e un’altra in Spagna. Non male per un “snobbato” evento senza un becco di denaro e pochissimi sponsor a differenza di quella in pompa magna… ma una curiosità qualcuno dovrebbe dirla a proposito dell’opera premiata! Cose così si sono viste al “supermercato” con la differenza che è messe in cassette da frutta. Una considerazione a tutti voi: Para…….: Continuate il cammino… i risultati si vedono già maturare a novembre…! Per la prossima stagione l’appuntamento e la sede…? Boh…sarebbe bene che qualcuno inizia a riflettere e pensare sin d’ora a questo se pur piccolo, evento che in fondo fa muovere e da lustro alla nostra Città Metropolitana…


Torino (Italia), lunedì 9 novembre 2015 

sabato 7 novembre 2015

L'ITALIOTA recensione di Daniele Giordano

E’ confortevole per i gestori di sala, sapere che un attore teatrale per i suoi debutti scelga Torino… ops… volevo dire Rivoli (TO), precisamente il teatro San Paolo (via Bertone,1). Stiamo parlando di Marco Cavallaro. La scelta cade inesorabilmente su quel teatro da sempre, forse per affetto che ha per Niko e Tony o solamente per scaramanzia. Un tempo si diceva: Se lo spettacolo ha successo a Torino… è buono per il resto d’Italia. Tant’è che come in questo spettacolo “L’ITALIOTA” è stato il soul out per i due giorni di programmazione e, come se non bastasse, per accontentare ancora qualcuno, oltre questa sera, sala nuovamente esaurita,  ha aggiunto una data in più (domenica 8 novembre, ultima data ore 18:00). Difficile descrivere lo spettacolo che inizia da lontano, portando alla luce e facendo scoprire alcune raffinatezze non conosciute dal vasto pubblico. Tra esilaranti episodi, porta lo spettatore con sagacia ironia a farlo ridere di se stesso, contemporaneamente lo fa riflettere. Sebbene la sua prima è ancora da mettere in ordine sulla durata e qualche ritocco qua e là (due ore e quaranta minuti), ciò non toglie il consenso evidente ottenuto dall’affezionato pubblico. Durante &lt; il percorso dello spettacolo &gt; vediamo, ascoltiamo cose già sentite e mai prese troppo sul serio. Il Cavallaro, le manifesta (tormentone compreso, distinguibile da subito) in una girandola ben predisposta, sistema la quadratura del cerchio con la frase: - la storia si ripete da sempre – e lui con la sua minuziosa ricerca porta ogni presente a riflettere e ridere su come siamo. Come debutto, il pubblico uscendo, potrà dire di aver assistito a quanto siamo Italiani! Una semplice avvertenza a nostro avviso, lo spettacolo potrebbe non essere adatto a un pubblico minorile, una raccomandazione invece… munitevi di fazzoletti… perché i vostri occhi lacrimeranno dalle molteplici risate!

Torino (Italia), sabato 7 novembre 2015



mercoledì 4 novembre 2015

TOH, GUARDA… C’E’ IL MOLOCH recensione di Daniele Giordano


Guarda, ho ricevuto le pagine bianche della Telecom. Come tutti del resto. non è novità nel riceverle da parte degli abbonati. Stupisce e risulta evidente la copertina. Come mai l’attenta, la perspicace e sempre all’avanguardia al processo futuro della tecnologia ma non solo, ha reso evidente un fatto obsoleto… accaduto un anno prima. Cioè, nel centenario della nascita del cinema a Torino, cito: <per gentile concessione del Museo Nazionale del Cinema> ponendo in copertina la statua “emblema” di Cabiria, un colossal (parola coniata per la prima volta in occasione del film) cinematografico dell’epoca… siamo agli albori dell’evento che rivoluzionò il cinema, quello di Giovanni Pastrone (1914) con la sua magnifica esposizione del citato film. Non mi soffermo a parlare del successo ottenuto, né tanto meno agli attuali registi che né contemplano ancor oggi il suo contenuto, cercando di comprendere l’evoluzione del suo movimento macchina già fatto a quell’epoca e, senza contare le parole espresse a mio tempo sul centenario dell’avvenimento. Mi soffermo invece (cosa importante e del mio dubbio), della “lungimiranza avuta da chi ha pensato”di evocare, ponendo l’accento su un evento… snobbato o appena ventilato con poco entusiasmo da chi avrebbe potuto attingere benefici per la città di Torino! Pregevole comunque è ricordare, anche se in ritardo da chi ha voluto esibire questo “sforzo” facendolo un anno dopo… ricollocando il fatto e riportandolo da circa trecentosessanta giorni dopo dell’accaduto sulla copertina di pagine bianche della Telecom. Evidentemente gli uffici preposti…non sono in sincrono con gli avvenimenti che si susseguono. Oggi si parla di luce, della lampadina e della diatriba di Edison, se vogliamo essere campanilisti, parliamo di Cruto e del suo splendido Museo… di Grugliasco (Torino) che pochi conoscono! Fra qualche anno apparirà sulla copertina, per il piacere di molti. Essere in contemporaneo, significa precedere gli avvenimenti… magari facendo spazio a quella cultura “sommersa poco visibile”che manca…creando così un richiamo reale di ciò che abbiamo, fornendo un qualcosa di positivo per la vetrina torinese!

Torino (Italia), mercoledì 4 novembre 2015

sabato 31 ottobre 2015

PARATISSIMA dal 4 all’8 novembre 2015 a Torino (Daniele Giordano)

Ancora una volta i padiglioni dell'ex Torino Esposizione apre le porte a Paratissima. L’hanno definito”X Factor” dell’arte. È nata a Torino da tempo memorabile (ricordo i suoi primi vagiti, già con enorme flusso di pubblico) come manifestazione “off” in pochi anni è diventata una vetrina per i talenti emergenti e uno degli eventi di riferimento nel panorama artistico nazionale. Undici anni dopo, Paratissima è a un punto di svolta e di partenza, pronta a guardare avanti, ampliando i confini - in un naturale sviluppo internazionale della manifestazione che dal 2014 ha un evento gemello a Skopje e dal 2016 sarà a Lisbona - e coinvolgendo, allo stesso tempo, a Torino, realtà e artisti, emergenti ed affermati, provenienti da Cina, Macedonia, Mozambico, Russia, Norvegia, Germania, Portogallo. Più di 400 sono gli artisti e i creativi iscritti; 8 le mostre curate dai 16 giovani curatori di N.I.C.E., acronimo di New Independent Curatorial Experience, il corso per curatori di Paratissima; 6 le sezioni: G@p/Galleries at Paratissima, Fotografia, Design, Video, Fashion, Future/Artisti in erba. Una mostra di punta: Useless Army, con opere di Robert Gligorov e Jock Sturges. Una collaborazione inedita con Cortona On The Move e una con il Coffi Festival di Berlino. Un progetto internazionale, il China Pavillon, che raccoglie le visioni di 9 artisti cinesi contemporanei. Tutto questo secondo qualcuno potrebbe non dire nulla? Non ultimo… il tema di quest’anno: Ordine o Caos?

NIENTE DI PIU’ AZZECCATO… considerato il clima attuale!

Torino (Italia), sabato 31 ottobre 2015

martedì 27 ottobre 2015

I GUAI DI DON FEDELE BERTONE recensione di Daniele Giordano

Sarebbe piaciuta anche a Erminio, vedere la rappresentazione scenica di “Don Fedele Bertone quanti guai in processione” alla prima del teatro San Paolo di Rivoli (TO), così com'è stata riscritta da Roberto Bottino e dalla regista Danila Stievano. Ripresa da FINESTRE SUL PO’ e dopo averla riveduta e corretta  senza stravolgerla, soffiandole via quel tanto che basta di quella patina leggermente opaca mai tramontata, la compagnia <Volti Anonimi> ha voluto rendere omaggio all’intramontabile Macario. Una commedia dove narra le vicissitudini di un prete – fluttuante – cioè senza fissa dimora, all’occorrenza, pronto per un battesimo o funerale… purchè si rimedi almeno il pasto. Suo malgrado, capita in casa Gallina. Da quel momento in poi i tre atti prendono vita tra episodi divertenti. La brava Stievano, veste i panni di Brigida Gallina, pia donna… che di femminile ha ben poco… Gli attori di questa soddisfacente rassegna in dialetto (per la prima volta su ciò che mancava al San Paolo di Rivoli), presente sulla scena è Valeria Pedone nei panni di Clara che il padre Ernesto Gallina vuole darla in sposa a un vecchio blasonato. Sua moglie Margherita (Patrizia Doria), troviamo poi il giovanotto Riccardo (spasimante condiviso di Clara) nipote di Sua Eminenza Don Lorenzo Raineri (Roberto Bottino). Per continuare la stirpe, troviamo Virginia, sorella del padrone di casa Gallina e Ida la madre, col suo denaro "foraggia" l’agiata vita della casa (rispettivamente Gabriella Ricci e Anna Cresto Ferrino). Con l’arrivo dell’alto prelato in casa Gallina poteva mancare un maggiordomo? No di certo! Ecco, l’esuberante Vincenzo Castrovilli. Poi, lei ammaliatrice, colei che ruba i cuori solitari e non solo a quelli... una vedovella piena di fascino e… tanto calore, interpretato simpaticamente da Nella Rutigliano. La parte di Don fedele, bonario prete di campagna, allergico alle papaline e vescovi è di Piero Mattaini, bravo ma a nostro dire interpretato leggermente sopra le righe, calcando troppo quella figura che deve sì far ridere, ma senza strafare. Beh, cosa vi raccontiamo… questa messa in scena va vista più che raccontata! Altri che compongono lo staff tecnico: Nino Pelle, Federica Astori, Giangi Grosso (per questa volta nel retroscena) e Fabio Mattaini. Musiche di Guido Coniglio. Lo spettacolo scorre senza annoiare, per chi non l’avesse ancora visto, dovrebbe affrettarsi.

Torino (Italia), martedì 27 ottobre 2015

martedì 13 ottobre 2015

UNA MIRANDOLINA…DIVERSA DAL SOLITO recensione di Daniele Giordano

Non si poteva credere alle parole dette durante la conferenza stampa dalla compagnia Campotheatro quando annunciava la programmazione della stagione 2015/16 del Teatro San Paolo in Rivoli (TO), mettendo in cartellone un classico come < La Locandiera> di Carlo Goldoni… lasciata in mano a Ivan Fabio Perna come regista. Lui, seguace di commedie americane oltre a trastullarsi con altrettante compiaciute commedie contemporanee… vi rendete conto cosa potrebbe o sarebbe in grado di “partorire” la sua vivace mente… magari anche leggermente inconsueta, tanto piacente al suo nutrito pubblico? Prontamente, ha accettato la sfida! Veniamo alla commedia. Sappiamo tutti chi è, e cosa fa la desiderosa Mirandolina, soprattutto del perché gli avventori frequentano la sua locanda. Essi vanno solo per voler le “grazie della piacente” padrona. Non desideriamo raccontare ciò che più volte è stato visto e recensito su questo capolavoro del settecento del commediografo. Ci soffermeremo invece di com'è stata composta la commedia… con la regia di Perna! Buio in sala… il sipario si apre come consuetudine, nella penombra s’intravedono figure inanimate in goffe posizioni. Lentamente prendono vita muovendosi come marionette! Questo è il fulcro dello spettacolo senza aggiungere altro. Qui entra la figura… non di Mirandolina… ma di colei capace di tirare i fili di quei burattini che sostano alla locanda, facendo fuoriuscire l’abilità con cui le donne… il “sesso debole” per intenderci…prevalgono sull’uomo… lasciando un segno di riflessione!
Un elogio al sottile e arguto a Tony Skandal, direttore creativo, ha dato un incipit alla commedia, vedendo oltre la veste del personaggio principale, senza dissacrarne l’opera goldoniana, Prontamente il regista ha fatto suo il suggerimento spolverando dai loro abiti quella polvere che si porta addosso da trecento anni l’opera teatrale, con un rituale quasi magico, pur mantenendo lo stile storico sia nel vestiario sia l’ambientazione. Una differente recita da quelle usuali, ricercando l’espressione e tecnica interpretativa dei personaggi e della cultura dell’epoca che il regista ha saputo fissare i contenuti sulla protagonista, ricavandone una <locandiera piacevolmente differente> dagli abituali lavori teatrali, senza annoiare il pubblico nei tre atti della recita. I compagni di avventura scenica che si sono esibiti sotto la guida di Ivan Fabio Perna sono: la protagonista Patrizia Battaglia, brillante esecuzione, Niko Ferrucci, colonna della compagnia. Con loro i bravi: Bruno Sasso, Paolo Nani, Sabrina Lucarelli, Grazia Audero, Mauro Pavesi. Per ultimo, lasciato volutamente, troviamo Mauro Stante, con le sue “entrate divertenti” fatte con competente professionalità, dando una carica esuberante al personaggio del Marchese di Forlinpopoli da lui interpretato. Sia il regista, sia la compagnia teatrale Campotheatro saranno soddisfatti di come il pubblico ha reagito a questa particolare rappresentazione teatrale, noi del resto avendo assistito a questa piacevole prima, dobbiamo prenderne atto, scrivendo… per coloro che non l’hanno vista!

Torino (Italia), lunedì 12 ottobre 2015





sabato 10 ottobre 2015

AVVISO

Cari lettori,
gradirei invitarvi a seguire gli altri blog:
http://lonevolfilm.blogspot.com
Showbiz Entertainment News.it
dove troverete recensioni aggiornate sul cinema, teatro, eventi e fatti quotidiani.
Grazie e continuate a leggermi.
Cordialmente Daniele Giordano


giovedì 30 luglio 2015

ALBO BLOGGER ITALIA commento di Daniele Giordano

Questa pagina, a prescindere dalla sua titolazione, non vuole essere una subentrante a un Albo Professionale, tanto meno occupare un posto agli analoghi che invadono il web per avere un supposto (pre)dominante su categorie già esistenti. Questo per chiarire sin da subito! Ciò che intendiamo è presentare ai Blogger Italiani un prospetto con regole precise, afferrando quello spazio ancora incondizionato tra le pieghe di come si presume sia la libertà di stampa in un paese democratico, senza associarlo a manie di grandezza o cause istituzionali e tanto meno a partiti, creando tra i blogger sparsi sul territorio nazionale una rete per divulgare ed espandere le proprie notizie, fin dove può arrivare la sua estensione. Cosa difficile per una sola persona. Ecco del perché ogni Blogger dovrebbe fare parte di questo Albo Blogger Italia (in seguito chiamato e/o descritto con l’acronomo: A.B.I.) inviando un messaggio tramite la propria e-mail al seguente indirizzo: bloggerabiblogger@gmail.com inserendo i propri dati e facendo richiesta di adesione all’Albo.
In apertura, è stata descritta come “pagina” se dobbiamo essere realistici, sarebbe giusto definire questa “pagina” un network, esattamente come lo “schema del mondo” sulla pagina d’apertura di chi ci ospita. Sicuramente ognuno si porrà delle domande, a questo proposito tenteremo di anticipare alcune risposte: Iscrivendosi cosa dovremmo aspettarci? Siamo alle solite! Intanto per essere iscritti all’A.B.I. e poter pubblicare i propri articoli, si dovrà seguire alcune regole di base deontologiche, poi ogni aderente se desidera può pubblicare, sotto la propria responsabilità Civile e Penale tutto quello che anela, naturalmente previa verifica. Per dare maggior risalto alla pagina, ogni iscritto inviterà i suoi amici a leggere non soltanto il suo scritto, anche quelli pubblicati dagli altri Blogger, oppure può semplicemente iscriversi senza pubblicare nulla e neppure commentare o viceversa. Semplice vero? Qui a seguito portiamo a conoscenza alcune delle regole che permetteranno sia di poter entrare a farne parte e pubblicare qualsiasi articolo o commentare, sempre sotto la responsabilità di chi scrive.

Torino (Italia) giovedì 30 luglio 2014 

venerdì 26 giugno 2015

QUESTO AVVISO E’ SEMPRE ATTIVO ANCHE SE NON VIENE ABITUALMENTE SCRITTO SULLE PUBBLICAZIONI. (a cura dell’autore del blog)

La riproduzione degli articoli presenti sulle pagine di questo blog è consentita esclusivamente citando la fonte, l’autore e il link. Altresì informa che questo blog non rappresenta in alcun modo una testata giornalistica, giacché viene aggiornato senza alcuna periodicità, pertanto non considerarsi un prodotto editoriale in base alla legge n° 62 del 07/03/2001. Le eventuali foto o filmati presente sul Blog, sono dei rispettivi autori che inviano il loro materiale. Qualora questi violino i diritti d’autore o d’immagine, saranno rimosse in seguito previa comunicazione da parte degli interessati.
Pertanto cari amici lettori, volevo innanzi tutto ringraziarvi della vostra dedizione nel seguirmi attraverso il blog leggendo le mie recensioni. Considerando che i dati forniti su chi legge, provengono dalle Americhe, dall’Est, Italia chiaramente, senza elencarli tutti, le statistiche fornite, giungono dai quattro angoli della terra, estendendo il Blog rendendolo vitale. Di conseguenza, il parere personale espresso, è basato in conformità allo spettacolo visto o l’argomento da me scelto, non per questo devo sentirmi necessariamente costretto a scrivere la mia opinione, giacché stabilisco personalmente se scriverla oppure no, diffondendo il mio parere su cosa ho visto o letto. Per questo motivo, tengo a precisare che questo blog, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
Copyright Daniele Giordano/ lonevolfilm@gmail.com All Rights Reserved.


martedì 23 giugno 2015

QUESTO AVVISO E’ SEMPRE ATTIVO ANCHE SE NON VIENE ABITUALMENTE SCRITTO SULLE PUBBLICAZIONI. (a cura dell’autore del blog)

La riproduzione degli articoli presenti sulle pagine di questo blog è consentita esclusivamente citando la fonte, l’autore e il link. Altresì informa che questo blog non rappresenta in alcun modo una testata giornalistica, giacché viene aggiornato senza alcuna periodicità, pertanto non considerarsi un prodotto editoriale in base alla legge n° 62 del 07/03/2001. Le eventuali foto o filmati presente sul Blog, sono dei rispettivi autori, qualora violino i diritti d’autore o d’immagine saranno rimosse in seguito previa comunicazione degli interessati. 

lunedì 16 marzo 2015

LA DAMA IN NERO recensione di Daniele Giordano

Siamo sempre più convinti delle parole terrore, paura e altre similari, innescano nell’individuo un meccanismo angoscia/desiderio! Del resto molti studiosi sono arrivati a queste conclusioni, altrimenti non si spiegherebbe il fenomeno dei libri venduti o delle sale cinematografiche sempre piene, dove proiettano quelle pellicole che fanno aumentare il battito cardiaco.  Masochismo… noi non crediamo! Sullo schermo è facile, con gli adeguati supporti tecnici, intendiamo computer e altri aggeggi similari e se vogliamo dirla tutta, ancor più per chi ha la mano allenata o alienata su una stesura di sceneggiatura di genere… ma a teatro… il risultato sarebbe uguale…? Per quello che ne sappiamo e costatato con mano (leggasi occhi), la compagnia teatrale CHI E’ DI SCENA ci è riuscita con il loro spettacolo debuttato nelle sale della provincia sino a presentarlo a Torino. A questo proposito, dobbiamo spendere due parole sulla scelta degli spettacoli variegati e oculati che il Teatro Cardinal Massaia con il suo slogan “Cambio di Stagione, collezione 2014/15” non delude gli affezionati del teatro. Ritorniamo al dunque, non sarà certo nostro compito tediarvi nel raccontarvi la trama di questo racconto, possiamo dirvi che è un noir degno dei famosi scrittori di genere, da Edgar Allan Poe, riempiendo lo spazio con altri nomi sino a Stephen King, geni incontrastati della letteratura. Sul volantino poche e significanti parole: Finalmente a Teatro, Sfida la Paura, Lei vi ha Visto! La grafica ti porta dentro tutto l’immaginario della rappresentazione. Chi segue le pubblicazioni, sa che cerchiamo il rovescio della medaglia. In questo caso, non per essere clementi, sono solo alcuni suggerimenti, che abbiamo notato non solo noi, ma anche il pubblico dai suoi commenti. L’ingresso in sala è molto suggestiva, t’introduce nel tetro meandro della scena ancor prima d’iniziare., Due figure pronte ad accoglierti, avrebbero dovuto avere un minimo di coreografia, sulla macchina del fumo, per dare l’effetto nebbia, potevano utilizzarla prima dell’entrata del pubblico, magari spegnendo per qualche istante le ventole d’aspirazione, così da creare la riuscita desiderata e non “spruzzando” costantemente durante la recita… a discapito delle prime file… La scenografia era soddisfacente, facile per i molteplici cambi di scena, se non fosse per i sei quadri appesi alla parete frontale… i medesimi della villa e la locanda… La musica originale si confaceva al testo benissimo… peccato che durante il parlato dell’attore  fosse alquanto alta… annientando parte del suo monologo… Queste sono soltanto opinioni, pur sempre opinabili che certamente non desideriamo togliere il merito al regista in quanto il lavoro teatrale a raggruppato in sala persone di tutte le età ed uscite dal teatro soddisfatte. Da questa esperienza creativa, alquanto  eccitante, alcune persone sono sobbalzate dalle poltrone, emettendo alcuni versi di sgomento, senza lasciarne traccia. Vogliamo conoscere questi attori che compongono la compagnia CHI E’ DI SCENA? Eccoli pronti, passerella di presentazione: Gioacchino Inzirillo regista e attore nei panni di Adam Keeps; Giulio Civitano è Daniel Claim; Francesca Melis impersona la figlia di Claim; oltre a essere assistente alla regia Marianna Bonansone è Carolina Stringer, moglie del locandiere Raymond Stringer sostenuta da Gabriele de Mattheis, che è anche costumista; la piccola Aurora Molino nella parte di Claire Keeps, figlia di Adam. Le scenografie immaginative, sono frutto di fantasie realizzate da Giuseppe Tassone, il trasporto musicale originale è di Nicola Barbera, per il trucco e parrucco, il cosiddetto Look make-Up è uscito dalle mani esperte di Tiziana Colasanto, mentre il luogo dove si svolge l’intera vicenda è la Villa West Fan House. Bene, vi ho presentato tutti gli attori di questa innovativa esecuzione teatrale… beh, proprio tutti non credo… Quello invece appurato che il lavoro teatrale è stato accompagnato da un caloroso applauso del pubblico…


Torino (Italia), lunedì 16 marzo 2015

mercoledì 11 marzo 2015

AVVISO SEMPRE VALIDO!

Cari amici lettori, volevo innanzi tutto ringraziarvi della vostra dedizione nel seguirmi attraverso il blog leggendo le mie recensioni. Considerando che i dati su chi legge, provengono molto dalle Americhe, dall'Europa, altrettanto dall’Est e Italia chiaramente, non intendo qui elencarli tutti, le statistiche provengono dai quattro angoli della terra. Non è questo il motivo del mio scritto attirando la vostra attenzione, era per dirvi che questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza alcuna periodicità. Il parere personale espresso, è basato in conformità allo spettacolo o l’argomento scelto e non per questo devo sentirmi necessariamente costretto a scrivere la mia recensione, giacché stabilisco personalmente se scriverla oppure no, diffondendo la mia opinione su cosa ho visto e letto. Per questo motivo, tengo a precisare che questo blog, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001