Si apre proprio nell’anno della fede, una
particolare rassegna affianca il cartellone del Teatro Cardinal Massaia di Torino (Italia). E’ la
prima edizione sul Sacro dal titolo: Mi Illumino d’Immenso. Realizzata dai
Frati Cappuccini in collaborazione con 3ATRO Società Coperativa, l’iniziativa
ha avuto il Patrocinio della Diocesi di Torino (Italia) presente alla serata inaugurale il
responsabile catechistico don Michele Roselli. Il vero motore di queste (ben
nove) rappresentazioni è Fra Marco Costa, voluto e sentito fortemente, sue le
parole: - con queste questo percorso deve essere di riflessione e divulgazione
tra i giovani come il Sinodo che Mons. Nosiglia ha auspicato. Nel frattempo il
pubblico aveva occupato la sua poltrona, il sipario si apriva lasciando spazio
alla narrazione di – FRANCESCO – di TERRA e di VENTO
– a interpretarlo è stata la compagnia Teatro Minimo con gli attori: Andrea
Cereda, Manuel Gregna, Massimiliano Zanellati, regia di Umberto Zanoletti,
collaborazione drammaturgica Giulio Minuscoli. Una narrazione a tre voci che s’intersecano
sulla figura del santo, non come si potrebbe pensare, richiesto dai frati, sarà
di certo la solita solfa. Sarebbe stato troppo scontato, di certo l’obiettivo
degli organizzatori non era questo, forse quello di trasmettere la fede
attraverso delle recite tradotte ad hoc. Attorno alla figura i tre attori si
alternano immaginando la terra di Assisi come poteva essere nel 1200, Francesco
nelle locande a bere con gli amici. Chi non ricorda: Dolce sentire come nel mio cuore ora umilmente sta nascendo amore! Dolce
capire che non son più solo ma che son parte di una immensa vita. Sono i
dialoghi tra Fra Sole e Sorella Luna. Senza accorgerti, gli attori con il loro
fare ti accompagnano sulla strada dell’Eremo, dentro la grotta tra le fredde
pietre e le foglie per giaciglio, dove il Santo d’Assisi scriveva la Regola o Laudes Creaturarum,
scritta in tre diversi momenti, snodando con intensità e vigore, divenendo così
anche un inno alla vita o una lode a Dio, da ciò deriva il senso di fratellanza fra l'uomo e tutto
il creato, mentre il vento col suo soffiare trasportava l’odore della terra umbra.
Un’interpretazione notevolmente pregna di significato e attento esame da parte
dello spettatore che ha assaporato con stupore, diffidenza, sorpresa e passione
il Sacro e Profano della vita di San Francesco. Venerdì 9 novembre il Teatro
dell’Orsa propone: Il Vangelo visto da un cieco. Merita seguire l’intera
rassegna sia per la bravura di chi interpreta, sia per le scelte dei titoli.
Torino (Italia) 23 ottobre 2012
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