I consensi da parte di critici e pubblico sono stati favorevoli durante l'avvenuto debutto per il testo inedito di Furio Bordon, dove Torino ha avuto il piacere di vederlo al Teatro Erba, per la regia di Giovanni Anfuso. La tragedia narra gli ultimi istanti di vita di una madre (Debora Bernardi, ottima interpretazione) la quale è accudita dal figlio (Massimo Dapporto), estenuato dal fardello che si porta dietro logorandolo, senza riflettere minimamente che potrebbe essere prossima la fine di chi gli diede la luce. Nel corso dell'opera teatrale, si avvicendano ricordi che prendono forma durante le scene, impersonate rispettivamente da Ariella Reggio (madre giovane) e il padre (Francesco Foti).
La rappresentazione scenica di contenuto emozionante e struggente, mette in risalto non solo l'età senile di una persona anziana, ma ciò che il figlio andrà a perdere. Ignaro su questo pensiero, poiché non viene dato il giusto peso fintanto che la persona è in vita... Massimo Dapporto, si accorgerà che quel peso, era ben poca cosa rispetto alla perdita di una persona cara...
Lo scenografo Alessandro Chiti, ha saputo trasmettere con un arredo essenziale, quell'atmosfera adatta ed efficace al dramma, le luci (Gaetano La Mela) unite alle musiche originali (Paolo Daniele) trasporta con la mente il pubblico dentro quella "drammatica dimensione". I costumi sono di Riccardo Cappello.
Una pièce angosciosa che porta a riflettere non solo il lato umano ma contro il comportamento "espresso ed esercitato" alle volte su quelle inermi persone.
Daniele Giordano
(CC - BY - NC - ND) Torino, febbraio 2019
Crediti:
Teatro Stabile di Catania (produzione)
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (coproduzione)
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