venerdì 8 marzo 2019

FATTI FURBO! un film di JOE INCHINCOLI recensione di Daniele Giordano

Non è piacevole vivere con questo peso sul groppone! Non è questo l'insegnamento ricevuto dai nostri genitori, almeno per la passata generazione. Per i millenials, intendiamo quella generazione "iperconnessa" ha regole diverse, per fortuna non tutti sono così.
Questa introduzione è per parlare di un fenomeno dilagante, quello del bullismo. In una ridente cittadina dell'hinterland torinese, qual è Pianezza, il regista Joe Inchincoli portato sullo schermo il suo ultimo lavoro sul bullismo: FATTI FURBO, titolo che si presta a molte interpretazioni! Giratointeramente con ragazzi del luogo e attori professionisti (Gerardo Cardinale, Filippo Locantore, Ugo Fiammingo, Carolina Davì, Elena Di Maria, Debora Bernuzzi, Patrizia Noschese, Federico Sciarpino) con la loro interpretazione, si è evidenziato il tema del bullismo tra i giovani, rendendolo reale per lo spettatore. Dal film, il messaggio è chiaro su questo argomento in forte crescita, spesso esercitato non solo da alcuni maschietti, prende forma anche tra le femminucce, portando l'autore a scrivere e dirigere quest'ottima sceneggiatura, abbinata ad una gradevole fotografia, sostenuta dall'interpretazione degli attori, é d'obbligo un elogio al caro Charlie Dogliani, per la parte sostenuta, altrettanto per il giovane Luca Inchincoli, non per essere il primogenito del regista, quanto per aver dato quella "freschezza" di spontaneità all'episodio.
Aggiungiamo solo che questo lavoro dal contenuto sociale, ritenuto ben strutturato, possa aprire una sensibilità verso i giovani.

Daniele Giordano
(CC-BY-NC-ND)
Torino, 8 marzo 2019

CREDITI:
Comune di Pianezza
JI MOVIE

mercoledì 27 febbraio 2019

LA FAMIGLIA ADDAMS recensione di Daniele Giordano

Chi non conosce o non si è mai travestito a carnevale in uno dei personaggi di Charles Addams? Stiamo parlando della strampalata "Famiglia Addams al completo" portato in scena dall'attore Gabriele Cirilli.
Lo spettacolo, pur mantenendo l'ossatura originale, assume nella situazione un aspetto rivisitato dal regista. Iniziando dalla storia in se, giacché la figlia Mercoledì incontra un ragazzo, le battute dei personaggi e, senza svelare più di tanto diciamo che Gomez (Cirilli), memore degli insegnamenti ricevuti (dal grande Gigi Proietti) nel corso della sua carriera artistica, diventa un istrione, per cui canta, balla in modo elegante ma ironico, rispettando il suo pubblico, accorso alla prima serata che lo vede protagonista al Teatro Alfieri di Torino sino al 3 marzo. Un sorprendente cast così composto: Jacqueline Maria Ferry, Lucia Blanco, Alfredo Simeone, Umberto Noto, Annamaria Schiattarella, Filippo Musenga, Andrea Spina, Luigi Fiorentino, insieme "crea un collante" a questo musical ricco di tracinanti stravaganze in una satira di costume, aggiungendo quel pizzico di sarcasmo che solo il regista Claudio Insegno sa dare.

Daniele Giordano (CC.BY.NC.ND)
Torino, 27 febbraio 2019

CREDITI
Teatro Alfieri Torino
Teatro Nuovo Milano (produzione)

venerdì 8 febbraio 2019

UN MOMENTO DIFFICILE di Daniele Giordano

I consensi da parte di critici e pubblico sono stati favorevoli durante l'avvenuto debutto per il testo inedito di Furio Bordon, dove Torino ha avuto il piacere di vederlo al Teatro Erba, per la regia di Giovanni Anfuso. La tragedia narra gli ultimi istanti di vita di una madre (Debora Bernardi, ottima interpretazione) la quale è accudita dal figlio (Massimo Dapporto), estenuato dal fardello che si porta dietro logorandolo, senza riflettere minimamente che potrebbe essere prossima la fine di chi gli diede la luce. Nel corso dell'opera teatrale, si avvicendano ricordi che prendono forma durante le scene, impersonate rispettivamente da Ariella Reggio (madre giovane) e il padre (Francesco Foti).
La rappresentazione scenica di contenuto emozionante e struggente, mette in risalto non solo l'età senile di una persona anziana, ma ciò che il figlio andrà a perdere. Ignaro su questo pensiero, poiché non viene dato il giusto peso fintanto che la persona è in vita... Massimo Dapporto, si accorgerà che quel peso, era ben poca cosa rispetto alla perdita di una persona cara...
Lo scenografo Alessandro Chiti, ha saputo trasmettere con un arredo essenziale, quell'atmosfera adatta ed efficace al dramma, le luci (Gaetano La Mela) unite alle musiche originali (Paolo Daniele) trasporta con la mente il pubblico dentro quella "drammatica dimensione". I costumi sono di Riccardo Cappello.
Una pièce angosciosa che porta a riflettere non solo il lato umano ma contro il comportamento "espresso ed esercitato" alle volte su quelle inermi persone.

Daniele Giordano
(CC - BY - NC - ND) Torino, febbraio 2019

Crediti:
Teatro Stabile di Catania (produzione)
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (coproduzione)

sabato 26 gennaio 2019

NOVITÀ SUGLI ARTICOLI di Daniele Giordano

Cari Amici,
eccomi ad invitarvi a leggere gli ultimi articoli pubblicati sul corrieredellospettacolo.net li troverete interessanti sono sicuro del vostro assenso.
Appena potrò scriverò qualcosa anche qui.
Grazie della vostra cortese attenzione.
Daniele Giordano

giovedì 11 ottobre 2018

PORTICI DIVINO di Daniele Giordano

Un nuovo articolo è pubblicato sul corrieredellospettacolo.net dal titolo: PORTICI DIVINO. Oltre a questo tanti altri.
Senza impegno e se volete potete leggere e commentare.
Daniele Giordano

lunedì 25 giugno 2018

NANNI ACQUARONE Diario di Bordo della BEST EXPLORER


MACROPLASTICHE, MOCROPLASTICHE, INCIVILTA’ ESTESA NEGLI OCEANI

Stiamo navigando verso il Giappone, in un oceano che pare uno specchio su cui rifletterci il nostro stato d’animo. Cercherò di descrivervi il paesaggio se così si può definire, cielo e mare si confondono unendosi, quasi a raddoppiarne la superficie, in lontananza piccoli puntini, è quel che rimane delle ultime isole delle Filippine lasciate alle nostre spalle, il caldo (insopportabile) unito all’umidità rendono i nostri movimenti rallentati anche per compiere pochi passi sull’antisdrucciolo rovente per arrivare alle sartie. Appagante invece, guardando verso il basso il riflesso del cielo che si confonde con il colore azzurro intenso e luminoso di questo mare dalle profondità insondabili, uno spettacolo così si è visto solo intorno alle Tuamotu.
Qui il rovescio della medaglia, colti dal disgusto, s’inizia a vedere sulla superficie uno strato di sporcizia, quasi fosse “una pellicola a protezione del mare” anche peggio da quando abbiamo lasciato l’Australia per circa quaranta miglia di oceano pulito… qui si trovano tracce della civiltà umana che cercheremo di descrivere. Bottiglie e contenitori di plastica ovunque grandi e piccoli, frammenti di ogni genere galleggiano dappertutto, non v’è traccia di fauna marina, tanto meno di volatili, il che non c’è da stupirsi, sembra una landa desolata. Siamo venuti anche con l’intento scientifico di prelevare campioni di microplastiche… qui, abbonda la macroplastica, dominano bottiglie, sacchetti e tutto ciò che galleggia e inquina. Come se questo non bastasse, ci avvisano che imperversano reti in disuso o incagliate, di notte i pescatori escono con le loro potenti lampade illuminando a giorno lunghi tratti di orizzonte con le loro specie di “capanne galleggianti” coperte da stuoie, speriamo di non aggrovigliare l’elica in alcune reti galleggianti o alla deriva, come abbiamo per miracolo superato nel Mar di Arafura. A diverse decine di miglia dall’isola più vicina, abbiamo avvistato una barca semiaffondata, incuriositi e per la legge del mare siamo andati a controllare che non ci fosse nessuno a bordo. Il sospetto era fondato, il natante era deserto, in compenso la sorpresa fu che in quel tratto di mare abbondava di pesci, tanto da rimpinguare nuovamente la cambusa per diversi giorni.

Daniele Giordano (CC BY-NC-ND) 2018


  • MINISTERO DELLA DIFESA
  • MINISTERO DELL’AMBIENTE
  • ITALIA ARTIC.SAIL EXPEDITIONS
  • ASSONAUTICA ITALIANA
  • ENEA
  • REGIONE PIEMONTE
  • CITTÀ DI TORINO

NANNI ACQUARONE Diario di Bordo della BEST EXPLORER


LA BUROCRAZIA, TEMPUS FUGIT, I SELFIE

Il tempo passa i ritardi aumentano e intanto siamo giunti al 20 di aprile, la nostra ormai “non più salma” si è rimessa e da ieri è ritornato in barca con tutto l’equipaggio. la ferita richiede le solite medicazione e terapie post convalescenza. Oramai il peggio è passato, avendo sfiorato il pensiero di lasciarlo a Ternate, ipotesi che avremmo discusso insieme a lui solo se la sua permanenza in ospedale si fosse prolungata di molto. Ora si tratta di riprendere il viaggio cercando di compensare i ritardi dovuti soprattutto a problemi doganali per ricambi fatti arrivare, aggiungendosi alla nostra doverosa sosta imprevista e i tempi a nostra disposizione stanno riducendosi in modo molto critico.
Ricevute le assicurazioni da parte delle autorità di Sorong di poter riprendere il nostro viaggio, riceviamo una doccia gelata e sgradevole: Non possiamo lasciare l’Indonesia da qui!
Cercheremo di non rendere ancora più penoso il racconto e, senza annoiarvi diciamo che la burocrazia indonesiana in generale e di quella locale in particolare, ci ha fatto spendere due giorni del nostro oramai risigato tempo sulla tabella di marcia per cercare di risolvere favorevolmente il problema. Lampanti, potevano forse sembrare i sospetti di una manovra volta ad ottenere qualcosa sottobanco si fanno acuti quando il capo dell’Immigrazione mi fa accomodare nel suo ufficio, lontano dagli occhi dei dipendenti. In questi casi si deve esser preparati a tutto, cioè, a scoprire che la sua è una cortesia nei miei confronti per non farmi apparire uno stupido! Rilegge spiegandomeli faticosamente in un inglese a lui non familiare i regolamenti che gli vietano di lasciar partire una barca da diporto da Ternate e la necessità di farlo da Bitung, un centocinquanta miglia più a ovest!
A questo punto sono costernato e insieme sollevato. Questa deviazione, considerando che domani è sabato, ci costerà almeno altri tre giorni di ritardo. In compenso confermo in certezza che gli indonesiani siano se non i più gentili certo tra i migliori della terra. Si offre anche di fare da tramite con le autorità di Bitung se ne avessimo bisogno. La stessa preoccupazione è la stessa sollecitudine che si presta per la dogana e la capitaneria di porto. La nostra richiesta di lasciare l’Indonesia da qui li aveva gettati nel più profondo sconforto, non sapendo come fare a soddisfarla.
Ora che le cose si sono chiarite non finiscono di farci sorrisi, dei selfies con noi e chiedermi la mail chiedere chiamandomi zio, non appena hanno saputo che ho numerosi nipoti!
Speriamo dunque di completare definitivamente le nostre carte a Bitung, dove dovremmo arrivare sabato sera.
Daniele Giordano (CC BY-NC-ND) 2018




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