lunedì 25 giugno 2018

NANNI ACQUARONE Diario di Bordo della BEST EXPLORER


LA BUROCRAZIA, TEMPUS FUGIT, I SELFIE

Il tempo passa i ritardi aumentano e intanto siamo giunti al 20 di aprile, la nostra ormai “non più salma” si è rimessa e da ieri è ritornato in barca con tutto l’equipaggio. la ferita richiede le solite medicazione e terapie post convalescenza. Oramai il peggio è passato, avendo sfiorato il pensiero di lasciarlo a Ternate, ipotesi che avremmo discusso insieme a lui solo se la sua permanenza in ospedale si fosse prolungata di molto. Ora si tratta di riprendere il viaggio cercando di compensare i ritardi dovuti soprattutto a problemi doganali per ricambi fatti arrivare, aggiungendosi alla nostra doverosa sosta imprevista e i tempi a nostra disposizione stanno riducendosi in modo molto critico.
Ricevute le assicurazioni da parte delle autorità di Sorong di poter riprendere il nostro viaggio, riceviamo una doccia gelata e sgradevole: Non possiamo lasciare l’Indonesia da qui!
Cercheremo di non rendere ancora più penoso il racconto e, senza annoiarvi diciamo che la burocrazia indonesiana in generale e di quella locale in particolare, ci ha fatto spendere due giorni del nostro oramai risigato tempo sulla tabella di marcia per cercare di risolvere favorevolmente il problema. Lampanti, potevano forse sembrare i sospetti di una manovra volta ad ottenere qualcosa sottobanco si fanno acuti quando il capo dell’Immigrazione mi fa accomodare nel suo ufficio, lontano dagli occhi dei dipendenti. In questi casi si deve esser preparati a tutto, cioè, a scoprire che la sua è una cortesia nei miei confronti per non farmi apparire uno stupido! Rilegge spiegandomeli faticosamente in un inglese a lui non familiare i regolamenti che gli vietano di lasciar partire una barca da diporto da Ternate e la necessità di farlo da Bitung, un centocinquanta miglia più a ovest!
A questo punto sono costernato e insieme sollevato. Questa deviazione, considerando che domani è sabato, ci costerà almeno altri tre giorni di ritardo. In compenso confermo in certezza che gli indonesiani siano se non i più gentili certo tra i migliori della terra. Si offre anche di fare da tramite con le autorità di Bitung se ne avessimo bisogno. La stessa preoccupazione è la stessa sollecitudine che si presta per la dogana e la capitaneria di porto. La nostra richiesta di lasciare l’Indonesia da qui li aveva gettati nel più profondo sconforto, non sapendo come fare a soddisfarla.
Ora che le cose si sono chiarite non finiscono di farci sorrisi, dei selfies con noi e chiedermi la mail chiedere chiamandomi zio, non appena hanno saputo che ho numerosi nipoti!
Speriamo dunque di completare definitivamente le nostre carte a Bitung, dove dovremmo arrivare sabato sera.
Daniele Giordano (CC BY-NC-ND) 2018




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