lunedì 25 giugno 2018

NANNI ACQUARONE Diario di Bordo della BEST EXPLORER


MACROPLASTICHE, MOCROPLASTICHE, INCIVILTA’ ESTESA NEGLI OCEANI

Stiamo navigando verso il Giappone, in un oceano che pare uno specchio su cui rifletterci il nostro stato d’animo. Cercherò di descrivervi il paesaggio se così si può definire, cielo e mare si confondono unendosi, quasi a raddoppiarne la superficie, in lontananza piccoli puntini, è quel che rimane delle ultime isole delle Filippine lasciate alle nostre spalle, il caldo (insopportabile) unito all’umidità rendono i nostri movimenti rallentati anche per compiere pochi passi sull’antisdrucciolo rovente per arrivare alle sartie. Appagante invece, guardando verso il basso il riflesso del cielo che si confonde con il colore azzurro intenso e luminoso di questo mare dalle profondità insondabili, uno spettacolo così si è visto solo intorno alle Tuamotu.
Qui il rovescio della medaglia, colti dal disgusto, s’inizia a vedere sulla superficie uno strato di sporcizia, quasi fosse “una pellicola a protezione del mare” anche peggio da quando abbiamo lasciato l’Australia per circa quaranta miglia di oceano pulito… qui si trovano tracce della civiltà umana che cercheremo di descrivere. Bottiglie e contenitori di plastica ovunque grandi e piccoli, frammenti di ogni genere galleggiano dappertutto, non v’è traccia di fauna marina, tanto meno di volatili, il che non c’è da stupirsi, sembra una landa desolata. Siamo venuti anche con l’intento scientifico di prelevare campioni di microplastiche… qui, abbonda la macroplastica, dominano bottiglie, sacchetti e tutto ciò che galleggia e inquina. Come se questo non bastasse, ci avvisano che imperversano reti in disuso o incagliate, di notte i pescatori escono con le loro potenti lampade illuminando a giorno lunghi tratti di orizzonte con le loro specie di “capanne galleggianti” coperte da stuoie, speriamo di non aggrovigliare l’elica in alcune reti galleggianti o alla deriva, come abbiamo per miracolo superato nel Mar di Arafura. A diverse decine di miglia dall’isola più vicina, abbiamo avvistato una barca semiaffondata, incuriositi e per la legge del mare siamo andati a controllare che non ci fosse nessuno a bordo. Il sospetto era fondato, il natante era deserto, in compenso la sorpresa fu che in quel tratto di mare abbondava di pesci, tanto da rimpinguare nuovamente la cambusa per diversi giorni.

Daniele Giordano (CC BY-NC-ND) 2018


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