giovedì 11 ottobre 2018

PORTICI DIVINO di Daniele Giordano

Un nuovo articolo è pubblicato sul corrieredellospettacolo.net dal titolo: PORTICI DIVINO. Oltre a questo tanti altri.
Senza impegno e se volete potete leggere e commentare.
Daniele Giordano

lunedì 25 giugno 2018

NANNI ACQUARONE Diario di Bordo della BEST EXPLORER


MACROPLASTICHE, MOCROPLASTICHE, INCIVILTA’ ESTESA NEGLI OCEANI

Stiamo navigando verso il Giappone, in un oceano che pare uno specchio su cui rifletterci il nostro stato d’animo. Cercherò di descrivervi il paesaggio se così si può definire, cielo e mare si confondono unendosi, quasi a raddoppiarne la superficie, in lontananza piccoli puntini, è quel che rimane delle ultime isole delle Filippine lasciate alle nostre spalle, il caldo (insopportabile) unito all’umidità rendono i nostri movimenti rallentati anche per compiere pochi passi sull’antisdrucciolo rovente per arrivare alle sartie. Appagante invece, guardando verso il basso il riflesso del cielo che si confonde con il colore azzurro intenso e luminoso di questo mare dalle profondità insondabili, uno spettacolo così si è visto solo intorno alle Tuamotu.
Qui il rovescio della medaglia, colti dal disgusto, s’inizia a vedere sulla superficie uno strato di sporcizia, quasi fosse “una pellicola a protezione del mare” anche peggio da quando abbiamo lasciato l’Australia per circa quaranta miglia di oceano pulito… qui si trovano tracce della civiltà umana che cercheremo di descrivere. Bottiglie e contenitori di plastica ovunque grandi e piccoli, frammenti di ogni genere galleggiano dappertutto, non v’è traccia di fauna marina, tanto meno di volatili, il che non c’è da stupirsi, sembra una landa desolata. Siamo venuti anche con l’intento scientifico di prelevare campioni di microplastiche… qui, abbonda la macroplastica, dominano bottiglie, sacchetti e tutto ciò che galleggia e inquina. Come se questo non bastasse, ci avvisano che imperversano reti in disuso o incagliate, di notte i pescatori escono con le loro potenti lampade illuminando a giorno lunghi tratti di orizzonte con le loro specie di “capanne galleggianti” coperte da stuoie, speriamo di non aggrovigliare l’elica in alcune reti galleggianti o alla deriva, come abbiamo per miracolo superato nel Mar di Arafura. A diverse decine di miglia dall’isola più vicina, abbiamo avvistato una barca semiaffondata, incuriositi e per la legge del mare siamo andati a controllare che non ci fosse nessuno a bordo. Il sospetto era fondato, il natante era deserto, in compenso la sorpresa fu che in quel tratto di mare abbondava di pesci, tanto da rimpinguare nuovamente la cambusa per diversi giorni.

Daniele Giordano (CC BY-NC-ND) 2018


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NANNI ACQUARONE Diario di Bordo della BEST EXPLORER


LA BUROCRAZIA, TEMPUS FUGIT, I SELFIE

Il tempo passa i ritardi aumentano e intanto siamo giunti al 20 di aprile, la nostra ormai “non più salma” si è rimessa e da ieri è ritornato in barca con tutto l’equipaggio. la ferita richiede le solite medicazione e terapie post convalescenza. Oramai il peggio è passato, avendo sfiorato il pensiero di lasciarlo a Ternate, ipotesi che avremmo discusso insieme a lui solo se la sua permanenza in ospedale si fosse prolungata di molto. Ora si tratta di riprendere il viaggio cercando di compensare i ritardi dovuti soprattutto a problemi doganali per ricambi fatti arrivare, aggiungendosi alla nostra doverosa sosta imprevista e i tempi a nostra disposizione stanno riducendosi in modo molto critico.
Ricevute le assicurazioni da parte delle autorità di Sorong di poter riprendere il nostro viaggio, riceviamo una doccia gelata e sgradevole: Non possiamo lasciare l’Indonesia da qui!
Cercheremo di non rendere ancora più penoso il racconto e, senza annoiarvi diciamo che la burocrazia indonesiana in generale e di quella locale in particolare, ci ha fatto spendere due giorni del nostro oramai risigato tempo sulla tabella di marcia per cercare di risolvere favorevolmente il problema. Lampanti, potevano forse sembrare i sospetti di una manovra volta ad ottenere qualcosa sottobanco si fanno acuti quando il capo dell’Immigrazione mi fa accomodare nel suo ufficio, lontano dagli occhi dei dipendenti. In questi casi si deve esser preparati a tutto, cioè, a scoprire che la sua è una cortesia nei miei confronti per non farmi apparire uno stupido! Rilegge spiegandomeli faticosamente in un inglese a lui non familiare i regolamenti che gli vietano di lasciar partire una barca da diporto da Ternate e la necessità di farlo da Bitung, un centocinquanta miglia più a ovest!
A questo punto sono costernato e insieme sollevato. Questa deviazione, considerando che domani è sabato, ci costerà almeno altri tre giorni di ritardo. In compenso confermo in certezza che gli indonesiani siano se non i più gentili certo tra i migliori della terra. Si offre anche di fare da tramite con le autorità di Bitung se ne avessimo bisogno. La stessa preoccupazione è la stessa sollecitudine che si presta per la dogana e la capitaneria di porto. La nostra richiesta di lasciare l’Indonesia da qui li aveva gettati nel più profondo sconforto, non sapendo come fare a soddisfarla.
Ora che le cose si sono chiarite non finiscono di farci sorrisi, dei selfies con noi e chiedermi la mail chiedere chiamandomi zio, non appena hanno saputo che ho numerosi nipoti!
Speriamo dunque di completare definitivamente le nostre carte a Bitung, dove dovremmo arrivare sabato sera.
Daniele Giordano (CC BY-NC-ND) 2018




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NANNI ACQUARONE Diario di Bordo della BEST EXPLORER


IN QUESTO CASO SI DOVREBBE DIRE ECCOCI ALLA TERRA PROMESSA: TERNATE!

Siamo ancorati, sebbene le difficoltà precedenti ora siamo pronti a occuparci del nostro paziente, gli asciughiamo il sudore che cola non per il suo malore ma per il caldo, detto tra di noi anche per quel rimasuglio di febbre ma l’umore è alto, ma il gonfiore della caviglia e l’arrossamento rimangono. D’accordo col medico di bordo e col consenso del paziente scenderemo a terra domattina, oggi è domenica, la città è mussulmana non crediamo che la sera tardi ci possa essere molta assistenza in ospedale, intanto si continua col trattamento farmacologico.
Il giorno seguente, il medico dell’ospedale, una donna assai competente, approva il nostro lavoro medicale di prima assistenza, quali da provetti medici in erba… sottoponendo il paziente ad una terapia impossibile a bordo, con fleboclisi e stessi antibiotici coadiuvati da altri farmaci. Finalmente le nostre tensioni e paure di perdere un membro dell’equipaggio sta finendo, possiamo aggiungere che è stato brutto per tutti e lui ad un passo dalla fine! Tutti insieme, non troviamo parole per descrivervi il sollievo, che viene a manifestarsi nella migliore delle tradizioni di "caserma" con ripetuti sfottò diretti all’ormai sorridente “ex cara salma”!
Daniele Giordano (CC BY-NC-ND) 2018




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NANNI ACQUARONE Diario di Bordo della BEST EXPLORER


STIAMO CONTINUANDO A MONITORARE IL PAZIENTE DURANTE LA NOTTE.

Il trattamento con antibiotici sembra avere riscontrato effetto positivo sulla ferita, intanto la febbre è scesa a 38°, anche l’arrossamento o principio d’infezione si è fermato e smesso di estendersi, purtroppo la caviglia è ancora gonfia, in compenso lui riposa, noi rimaniamo in allerta. Per cercare di accorciare le distanze abbiamo intrapreso una rotta molto rischiosa, praticamente una strettoia, portandoci in acque non piacevoli dove il fondale sale da un migliaio di metri a poche decine… è molto pericolosa, le carte poco affidabili non ci dicono di quanto si estendano i reef intorno a noi o come quel punto luminoso che dovrebbe essere un faro in mezzo al niente. Nel bollettino precedente parlavamo di assenza di vento e corrente… ora in questo passaggio, la corrente prima contraria, ci afferra e ci fa fare una virata improvvisa di 90°, corretta appena in tempo, per trascinarci a nove nodi.
Passato con molta tensione il punto più stretto, la corrente diventa improvvisamente contraria rallentando nuovamente la nostra andatura passata a tre nodi, un bello sbalzo inaspettato. Incrociamo le dita per quasi due ore, augurandoci che il motore non subisca qualche incidente, ci mancherebbe solo questa… nel frattempo tra scongiuri e abilità riusciamo a uscire dal canale iniziandosi ad allargarsi e la corrente diminuisce…pur restando contraria di un nodo marino al senso di marcia.
Gradirei illustrarvi cosa sarebbe successo se qualcosa fosse andata storta… in piena notte saremmo stati trascinati sugli scogli, quelli appena superati senza poter far nulla, nella totale assenza di vento, non potendo neppure contare sull’ancora per fermarci, dato che i fondali precipitano di nuovo oltre i mille metri.
Detto questo noi fiduciosi, ancora in corsa verso Ternate.
Daniele Giordano (CC BY-NC-ND) 2018




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NANNI ACQUARONE Diario di Bordo della BEST EXPLORER


DAL PRECEDENTE BOLLETTINO PAREVA CHE FOSSE TUTTO SOTTO CONTROLLO, PURTROPPO QUELLO RICEVUTO NON È DEI PIÙ RASSICURANTI.

Nella notte le condizioni si sono fatte notevolmente serie per il nostro cambusiere, se dovessimo fare una “scala valori”, ci troveremmo al massimo dell’emergenza, lo stato del paziente si è aggravato con una rapidità impressionante. Il campanello d’allarme che è in noi cioè, la febbre, ha fatto salire il mercurio del termometro a quasi 40°, convulsioni appena evitate con applicazioni di asciugamani freddi sulla testa, dosi massicce di due tipi complementari di antibiotici e controllo medico (quello di bordo) costante, mentre la ferita ha esteso i segni dell’infezione sino a mezza gamba, la caviglia si è gonfiata anch’essa notevolmente. Il morale è tenuto alto, malgrado tutto questo ma in cuor nostro siamo molto preoccupati, comunque due sono le possibili evoluzioni: riusciamo a fermare la progressione oppure se questa continua non ci rimarrà che chiedere soccorso immediato. In entrambi i casi, il trattamento andrà eseguito in ospedale e il posto più vicino è Ternate, nelle Molucche, dove ci stiamo dirigendo. Il problema è che non vi arriveremo sino a domani sera, come se tutto questo non bastasse, non possiamo procedere più veloci di così: la corrente è contraria e assenza di vento. Siamo veramente preoccupati.

Daniele Giordano (CC BY-NC-ND) 2018





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martedì 17 aprile 2018

NANNI ACQUARONE, 2 Diario di Bordo della BEST EXPLORER

Le piogge equatoriali potrebbero essere piacevoli, ma il viaggio deve continuare e quindi inzuppati hanno lasciato alle spalle Wayag per dirigersi verso le Molucche senza attendere che smettessero. Il paesaggio circostante è composto da una moltitudine di isolette di calcare non più grandi di un centinaio di metri di diametro, coperte da vegetazione, sono i resti di erosione carsica, lastricata da una superficie di lame taglienti difficile e pericolose da percorrere. Prima i "panettoni... ora isolitti a forma di pan di zucchero" si confondono  a tratti di mare profondo uniti a baie di sabbia chiara alternata da banchi corallini, unici guardiani i pesci che scappano al nostro arrivo. Indescrivibile le immagini e le sensazioni guardando questi scenari, facendoci rimpiangere questo avventuroso viaggio. Intanto il calar della sera soggiunge con i suoi toni e sfumature colorate, soffuse tra il rosso e il rosa, una leggera onda ci culla creando una suggestiva atmosfera che ci porta alle mitiche Molucche. Tre tonnetti appena pescati dal "cambusiere Gian Franco" ci satollano... Per noi è la prima notte di navigazione sempre a motore, essendo nelle acque calme equatoriali... Un saluto da Nanni e tutto l'equipaggio del Best Explorer.
- Ministero della Difesa
- Ministero dell'Ambiente
- Italia Artic.Sail  Expeditions
- Assonautica Italiana
- Regione Piemonte
- Città di Torino

Daniele Giordano (CC-BY-NC-ND) 14 aprile 2018

sabato 14 aprile 2018

NANNI AQUARONE, diario di bordo della BEST EXPLORER

Dopo il successo ottenuto sei anni or sono con il Passaggio a Nord Ovest, la Best Explorer e il nuovo equipaggio sta per vivere una nuova emozionante avventura, forse ancor più impegnativa della precedente: il Passaggio a Nord Est. La rotta correggerà il Giappone, passerà a Nord della Siberia e della Russia Europea...
Questo il primo bollettino di bordo trasmesso.
L'ancoraggio è stato perfetto a Wayag, Nanni chiama "panettoni" quello che vede dal suo cutter di 15 metri sul lato carsico, foreste equatoriali che ospitano volatili con i loro richiami sia di giorno, sia i notte. Il fondale sabbioso con diverse profondità e possibilità di ancoraggio.
Un labirinto di canali tra i "panettoni" dove abbiamo incrociato il primo caicco con dei sub, sino a ora eravamo in perfetta "armonia con la nostra solitudine" di questi posti incredibilmente fantastici, da quando siamo partiti da Sorong. A parte questo, se vogliamo dire negatività, è il clima... l'assenza di vento e in pieno sole cocente... meno male che ogni tanto ci pensa qualche nuvolone con i suoi rovesci, si addensano su noi, il che presume indicare vento e pioggia tiepida... una doccia gratis e rinfrescante. Purtroppo come spesso accade siamo in ritardo sull'itinerario di pianificazione dovute a causa di  bonifica per escrementi e guasti al natante causato dai ratti.
L'equipaggio si è adeguato e questo consola lo spirito, tutti pronti alla traversata verso le Filippine e il Giappone, ma questo solo questo giungeremo a Ternate, sull'isola Molucche, punto d'uscita ufficiale dell'Indonesia.
Il morale è alto e noi sismo tutto con loro!

Daniele Giordano
(CC-BY-NCND)
13 aprile 2018

venerdì 2 marzo 2018

I TESORI ESOTICI DEL DUCA

Tomaso di Savoia duca di Genova, figlio di Ferdinando e di Elisabetta di Sassonia, fratello minore di Margherita di Casa Savoia, futura regina... troverete il seguito di questa bellissima mostra al MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino in collaborazione del Castello di Agliè in provincia di Torino sul corrieredellospettacolo.net se desiderate andate e visionate.
Daniele Giordano (CC-BY-NC-ND) marzo 2018

giovedì 22 febbraio 2018

FARFALLE di Daniele Giordano

Farfalle, miriadi di crisalidi dipinte dalla natura, alcune dai colori monocromatici, altre variopinte in modo eccellente. Quanti di noi da bambino non hanno rincorso una farfalla... poi sfiorandogli le ali, gesto dall'apparenza innocente, forse per accarezzarla... un atto per lei fatale!  Toccando le ali, abbiamo asportato quella "polverina magica" che senza di essa non potrà più alzarsi in volo! Se non è chiaro stiamo parlando di quella fragile bellezza in natura, come fosse uscita da una favola o da una tela di Dosso Dossi in cui è raffigurato Giove mentre sta dipingendo.
Questo lieve essere in natura, riesce in poche ore del duo ciclo vitale passare da un insignificante bruco in un policromo lepidottero,  ma prima di entrare in questo sconosciuto e meraviglioso mondo, suggerirei un piccolo enigma per tastare la vostra curiosità: È nato prima il fiore o la farfalla?
Se pur delicata e inoffensiva, madre natura ha pensato anche alla sua difesa, infatti, alcuni pigmenti posti sulle ali, all'occorrenza potrebbero aiutare a essere strumento di difesa, disorientando i predatori, in altre specie è usato per il corteggiamento o semplicemente per mimetizzarsi. Questo lepidottero fu studiato  da molti scienziati, uno tra questi è Paul Strother (effetti e le origini dell'evoluzione, esperto in ecosistemi antichi), con i suoi colleghi è riuscito a rispondersi non a tutte ma ha molte domande, spingendosi sino al Giurassico, trovando e individuando "scaglie di un'ala di farfalla" sepolta a più di trecento metri sotto il suolo germanico.
Ricapitolando, se il ritrovamento del fossile risale a 200 milioni di anni, si deuce che questi lepidotteri dal greco "lepis" scaglia, "pteros" ali, coabitassero durante lo stesso periodo  dei dinosauri, a questo punto sorge una domanda: Com'è possibile che quei grandi e grossi animali si siano estinti... mentre questa minuscola creatura dall'apparenza esile che basterebbe un soffio sulle ali... per terminare la sua esistenza riuscì a superare l'era di questi mastodontici saurischi,  arrivando sino a noi. Misteri inconfutabili della natura... Ammettendo
indiscutibilmente questo, c è qualcosa che non quadra lo stesso, ci riferiamo alla domanda iniziale, cioè come poteva la crisalide sopravvivere in quel periodo secco e infecondo, soprattutto privo di fiori?
Sappiamo per certo che i fiori  sono apparsi dopo il Giurassico (circa 200 milioni di anni fa), allora questi lepidotteri in un clima arido e secco di osa si nutrivano? Ed ecco la risposta più attendibile data con l'ipotesi secondo Strother. Come ben sappiamo dai ritrovamenti, tutti gli animali preistorici avessero fattezze totalmente differenti da quelli che conosciamo, sia come aspetto, sia per dimensioni. Tra questi animali, alcune specie ai evolsero più i altri gradatamente, trasformandosi e adeguandosi al clima sucessivo, altre specie perirono per circostanze sempre sulla base ipotetica.
All'origine il lepidottero (stando alla teoria di Strother) si presume avesse un apparato boccale masticatore per nutrirsi, triturando il nettare di gimnosperme, piante vascolari che producono semi non protetti (comparvero nel periodo Paleozoico), ma questo avvenne dopo la gran parte di estinzione delle specie viventi, dove ci fu un cambiamento genetico e forse climatico che coinvolse anche la nostra farfalla. Questo, non solo nel mondo animale, anche in quello vegetale, così ecco  apparire le prime angiosperme (circa 130 milioni di anni fa), capito la risposta all'indovinello! La nostra crisalide, nell'evolversi trasformò la sua mandibola masticatrice in una minuscola proboscide (spiritromba), capace di aspirare quel poco d'acqua presa dalla cavità delle conifere. In un clima ancora improduttivo e maldisposto del tempo, in attesa  che la natura di lì a poco facesse germogliare e schiudere i fiori, colorando  con la loro comparsa il nostro pianeta, per la nostra farfalla la spiritromba divenne provvidenziale, adatta a succhiare il polline dei fiori, preferendoli ai semi fino ad ora masticati.
Quante sono e come si riproducono questi lepidotteri sopravvissuti ai "giganteschi dinosauri", cominciamo a dire che il loro ciclo di vita è breve, popolano  con un numero che si avvicina alle milleseicento specie su tutto il pianeta. Vladimir Vladimiroc Nabokov, conosciuto forse da parte di molti per essere l'autore del romanzo Lolita (ripreso nell'omonimo film del 1997), forse meno comosciuto per essere un appassionato di farfalle, divenne un ricercatore entomologo, catalogando e studiando gli Esapodi (studio degli insetti), iniziando dall'apparato produttivo che si differenzia tra la specie e la diversità del sesso. Per la riproduzione il maschio, introduce il pene nell'apparato genitale femminile, finito di copulare inserisce alla femmina una specie di "cintura di castità" impedendo ad altri d'invadere la loro partner... e poi dicono degli insetti... o degli uomini!
Sembrava un articoletto da niente e invece... ci siamo catapultati nell'Era Neozotica, passando da quella Cenozoica (Terziaria) per approdare a quella Mesozoica (Giurassico, Triassico, Cretaceo), per raccontare una minima parte di questa bellezza dalle ali variopinte con tutti i colori che la natura offre, in speciale modo la longevità della sua specie.
A questo punto mi viene in mente un articolo scritto tempo fa su una bellissima rappresentazione teatrale eseguita da Assemblea Teatro "Il Peso della Farfalla" di Erri de Luca, su quanto amore e peso... c è in quel bozzolo... ma questa è un'altra storia...
Torino, mercoledì 7 febbraio 2018

sabato 3 febbraio 2018

PICCOLO CAMERINO di e con ARIAN CONDE

NonChi di voi non sa cosa sono i CHUFA' è perché non è mai stato a Valencia (Spagna), oppure non era presente al teatro Pertini di Orbassano in provincia di Torino. Per spiegare il significato sarebbe l'unione della traduzione dalli spagnolo di "cipero" e dal valenciano "xufà". La farina che si ottiene, erve a realizzare torte o biscotti... gustosi e naturali, offerti alla fine dello spettacolo! Due parole unite per presentarne altre due ma con significato diverso: unire Magia con il clownesco. È quello che il caratterista Adrien Conde ha fatto nel presentare lo spettacolo "Piccolo Camerino" a teatro davanti a piccoli spettatori e loro genitori che increduli hanno assistiro ridendo alle sue strabilianti performance, regalano banane ai suoi piccoli aiutanti come premio di partecipazione. Il magiclown, originario dell'Argentina ha vinto numerosi premi durante la sua carriera, rra cui quello ricevuto recentemente al Congresso di Magia Comica di Granada. Uno spettacolo adatto ai bambini compiaciuti e contenti di essere stati coinvolti, comunque anche gli adulti si sono divertiti apprezzando Adrien Conde.  Orbassano (Torino),
2 febbraio 2018

venerdì 19 gennaio 2018

O G R Torino 2018 di Daniele Giordano

Troverete articolo, intervista sulla conferenza stampa delle O G R  Torino 2018
is unveiled
sul corrieredellospettacolo.net Come di nostra consuetudine.
Felice lettura.

lunedì 8 gennaio 2018

ULTIME INTERVISTE DEL 2017

Cari amici, le ultime interviste per chiudere il 2017 sono pubblicate sul corrieredellospettacolo.net
Auguro a tutti liete festività per un radioso anno che verrà, il 2018.
Continuate a seguirmi tra le mie pagine.
Daniele Giordano